al pub tre scalini, in memoriam

mantova, 18/11/2006.

ci son posti a cui manca solo la targhetta in ottone col tuo nome al tavolo
posti che mi hanno visto a lungo
posti nei quali hai pensato, vissuto, discusso
tutte le scelte importanti della tua vita negli ultimi dieci anni
e nei quali tornavi, subito, dopo che eri stato lontano un anno
e a volte questi posti chiudono.

(lorenzo)

ancora una volta son giunti, attirati da un richiamo interiore
riuniti nello stesso posto, alla medesima ora.
hanno consumato i loro riti ed i bicchieri vuoti di fronte
raccontano la loro storia;
fuori piove, ma il tempo non conta, li aiuta coi suoi boati,
li culla coi suoi lampi.
ancora una volta son giunti seduti in cerchio come cavalieri,
come conquistatori dell’inutile,
divisi da ciò che li circonda ma protetti nella loro unità.
ancora una volta son giunti
il cinico umorista arrabbiato, il viaggiatore moderno inconscio,
la piccola peste astuta, il gigante buono in agguato
e uno strano essere solo.
ancora una volta son giunti
dove le nostre strade saranno divise.
(curzo)

la serata è piovosa. è piovuto tutto il giorno e stasera qualche goccia scende ancora.
è sabato e ci si ritrova al ‘3scali’.
abbiamo appena saputo che il ‘nostro’ pub da lunedì cambia gestione.
non più Stefano ed Elisa, ma gestiranno altri.
saranno forse le migliori persone del mondo, ma noi non avremo più il nostro ‘3scalini’.
e ci dicano quello che vogliono, ma quello era il nostro pub.

da dieci anni. ormai non era un pub, era una seconda casa.
ci hanno visto crescere, Stefano ed Elisa.
ci hanno parlato, consigliato, preso in giro, confortato.
e c’erano tradizioni da rispettare.
al venerdì, birrozza defatigante della settimana al ‘3scali’, ma non era obbligatoria.
ogni sabato, prima di fare qualsiasi cosa, c’era il ‘birrino al 3scali’. obbligatorio.
la vigilia di natale, ‘tanti auguri’ davanti ad una birra media o ad un punch al mandarino.
per il mio compleanno, affittavo una sala tutta per me e i miei folli invitati.

9emmezza al 3scali.
più che un appuntamento, una regola matematica e fisica.
media chiara, due medie chiare, media rossa, weiss franziskaner, guinnes media.
piadine, panini, crostini, crostoni, bruschette, dolci. parlavi di tutto e di niente.
arrivavi che non c’era nessuno e te ne andavi quando il locale si riempiva.
il dove si andava dopo, lo si decideva spesso al ‘3scali’.
ti godevi le persone, le parole, le cazzate, la finta calma del sabato sera.
quando altri ancova stavano finendo di cenare…
momenti di calma, amici, una birra, una sigaretta…
l’ultima ‘paglia’ poi si va?? dove??
mah, adesso ci pensiamo…

dieci anni. andavamo ancora alle superiori. sembra un secolo.
non ci portavano neanche più la lista delle birre.
le nuove cameriere venivano rimproverate se ci portavano le liste.
e quando chiedevamo una piadina o un panino, ci pensava Stefano.
mai ordinati gli ingredienti. li sceglieva lui.
e mai, dico mai, abbiamo mangiato male.

siamo andati al ‘3scali’, quando non avevamo voglia di tornare a casa,
quando ci eravamo appena mollati con la ragazza e una media chiara tanto per iniziare.
quando un caffè della casa ci stava sempre.
o un montenegro con 1 solo cubetto di ghiaccio.
un whisky, quando eri in gran serata…
l’ultima ‘paglia’ poi si va?? dove??
si potrebbe andare là…

il Gallo se n’è andato prima stasera, impegni presi. io e il curzo no.
stasera era l’ultima sera del pub ‘3scalini, quello vero.
domani sarà comunque diverso.
‘un montenegro con 1 cubetto di ghiaccio’, ordina il curzo.
‘un punch al rhum’, chiedo io. fu la mia prima ordinazione al ‘3scali.
adoro i gran finali, voglio che sia anche l’ultima.

brindiamo, bussiamo, beviamo. ho un pò il magone.
lo so, la cosa può essere infantile: ho il magone ma non mi vergogno.
cambia gestione una parte della nostra vita.
paghiamo, saluti, scambio di numeri di telefono.
‘don’t let me be misunderstood’, musica in sottofondo.
l’ultima ‘paglia’ poi si va!! dove??

non so…

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