l’Armando ci ha fatto lo scherzo

nella follemente giusta ruota che è la vita,

succede prima o poi, inevitabilmente, che qualcuno vicino a noi per così tanto tempo, parta per l’ultimo viaggio e noi ci sentiamo inermi nel non poter fare nulla, se non sperare che l’inizio del viaggio da qui a là avvenga con meno sofferenza possibile. è una magra consolazione, non è egoismo o cinismo, è una forma folle ma giusta di volere veramente bene ad una persona. perchè tutti prima o poi dobbiamo partire, perchè è una ruota che gira e per un edoardo che è arrivato, purtroppo c’è un Armando che se ne va.

la vita non finisce, si trasforma in qualcosa d’altro, sicuramente migliore. il modo più dolce per far continuare a vivere una persona è il ricordo di essa, negli aspetti belli, in quelli brutti, nei pregi come nei difetti, in ciò che di lui o lei ci piaceva ed in quelli per cui era insopportabile. il ricordo di tutto e per tutto, così come quando era qui. solo così sarà per sempre ‘vivo’.

questo post è il mio ricordo, il mio saluto per il signor Armando.
è proprio strano il destino, che lei abbia deciso di andarsene di domenica, il giorno che tradizionalmente riusciva a riunire la sua famiglia per pranzo. e così è stato anche oggi, ma non c’erano tavole apparecchiate. io la conoscevo poco, anche se per un pò ci siamo visti, incontrati a quelle tavole. e poi l’ho conosciuta nelle attenzioni di suo figlio, nei sorrisi (o a volte negli sbuffi) di sua figlia, nei racconti di sua nipote, che ho capito anche da dove ha preso di quel pizzico di follia che la rende unica nel suo genere…

caro Armando, il mio ricordo è di tutte le volte che ci vedevamo e mi chiedeva delle miniauto della mia azienda, perchè sperava di averne una a buon prezzo, un ‘losco’ affarone col sottoscritto… ‘a quanto le mettete? ma sono cambiati i prezzi? ne è entrata una usata ma messa bene diciamo nuova al prezzo di una usata messa malissimo diciamo un rottame??’… perchè poteva essere interessante per quando la patente non gliela avrebbero più rinnovata, perchè lei doveva comunque avere la possibilità di spostarsi e muoversi, lei doveva fare&brigare chissà cosa, meglio mettere le mani avanti…

la ricordo per quella volta che le hanno fatto lo scherzo, così impassibile nel bere quella schifezza a base di pompelmo rosa e altri liquidi indefiniti, pur sapendo forse che si trattava di una burla, ma andando avanti per il bello della goliardia in famiglia. adesso invece lo ‘scherzo’ ce l’ha fatto lei in questa domenica di entusiasmo calcistico per un derby da curva sud.

ora immagino che lei sia là a scoprire il suo nuovo mondo, a capire come muoversi perchè lei deve fare&brigare chissà cosa anche lì, a fermare un angioletto dicendogli che ‘…ci sarebbe… da spostare quella nuvoletta là e metterla qui così la mia è più morbida e comoda…’ il povero cherubino sa già che per il favore sarà ricompensato con i cioccolatini presi al ‘defilla’ di lassù.

arrivederci signor Armando, è stato un piacere averla conosciuta.

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