roba di cinghiale e di amicizia

sere come quella di ieri non cambieranno la storia della mia vita.

probabilmente fra un pò me ne dimenticherò anche,
ma sono quelle che torneranno alla mente sempre velocemente,
splendide nella loro folle semplicità. perchè si parla di roba di moto,
ma soprattutto roba di cinghiale e di amicizia. tanta roba.

domenica di sole di inizio ottobre. due del pomeriggio.
nella mia testa un giro di pensieri: c’è il sole, vorrei andare in moto,
ma dove vado e con chi vado, voglio anche mangiare cinghiale,
è un pò che non ne mangio… ma dove vado e con chi vado,
e provo ad unire tutti questi pensieri, cerco un filo comune.
il connubbio moto_cibo trova sempre una sola risposta:
andre.

sms. ehi tu, sei a genova o a lavagna? sei in macchina o in moto?
ci troviamo a metà strada e andiamo a mangiare del cinghiale?

telefonata: …eehh???
…e da lì, come un domino, l’idea prende immediatamente forma,
i pezzi scombinati dei miei progetti vanno improvvisamente a posto in un colpo solo.
è un’idea assurda, ma assolutamente fattibile. alle sei a bedonia?
e andiamo.

sole e strade di montagna, curve e tornanti.
arrivo a bedonia prima io. uno dei due doveva aspettare, lo sapevamo.
mi sono portato un libro, intanto leggo un pò, roba di relaxing.
dopo una mezz’oretta arriva andre. scende dalla moto, neanche si toglie il casco.
mi guarda, mi punta il dito contro:
“senti un pò… mi spieghi perchè io e te dobbiamo sempre fare ‘ste cose?
io dovrei fare lavagna-genova, 35km, e faccio una deviazione di 140.
tu vieni apposta da mantova, 300km tra andata e ritorno… fai tu…
tra l’altro, solo noi potevamo incontrarci in un posto a caso
proprio il giorno di una festa di paese. ma perchè??”

la più attenta delle organizzazioni non potrà mai sostituire una bella botta di culo.
c’è una festa in paese. una castagnata. tanta gente, tanta roba.
con tante bancarelle di prodotti tipici e assaggini vari.
musica in filodiffusione per le vie del paese. musica blues, la mia preferita.
roba di John Lee Hooker o Muddy Waters.

aperitivo.
bar “gianni” o bar “l’altro”? l’altro, le cameriere sono più gnocche carine.
intanto che aspettavo andre, ho chiesto in giro dove mangiare cinghiale.
trattoria consigliata, ho già telefonato per prenotare. organizzazione live.
riprendiamo le moto per fare quei 5km e 4tornanti che ci separano dal ristorante.
ci sediamo e qui andre cade nel solito, immancabile, irrinunciabile errore:
“mi raccomando, abbiamo il ritorno da fare… mangiamo poco”
arriva la cameriera, io ordino subito il cinghiale e stop.
andre chiede cosa c’è di stagione. tartufi e/o funghi. i suoi occhi si allargano.
ho già capito cosa sta pensando: e adesso cosa scelgo?
il problema è che l’ha capito anche la cameriera e sorniona chiede:
“volete un assaggio di tutto?”
sì.

dunque: antipasto di salumi parmensi con gnocco fritto, cipolline all’aceto balsamico, insalata di funghi, tagliolini al tartufo, cinghiale in umido, contorno di funghi fritti, mezza di barbera, acqua, dolce, ananas, caffè, limoncino e, in cassa, un altro amaro stranguglìno che non ho capito bene cosa fosse ma che a ‘sto punto che’cce frega, ‘amo fatto trenta, famo trentuno. ahò. e quarantacinque euri in due, ‘anvedi.

stiamo per ripartire, di nuovo in solitaria. uno in una direzione, uno nell’altra.
stavolta per davvero, non come nelle foto idiote che facciamo di solito in giro.
la serata diversa che in pochi si sognerebbero di intraprendere. quasi nessuno. quasi.
“sono orgoglioso di avere un amico come te”, gli dico fiero.
“grazie a te, e per queste cose sai che ci sono sempre”, risponde lui.

roba di sincera, essenziale e folle amicizia.