per sentirsi a casa

sabato pomeriggio arriva da noi una ragazza, del nostro paese.

viene a ritirare le chiavi della stanza che ha prenotato per gli amici dei suoi genitori. la camera è la blu, bed&breakfast in via conciliazione. poi gli amici li accompagnerà lei alle stanze. perfetto.

notte: ore 00:30 circa, bed&breakfast in via verga. sì, ne ho due, io e i miei abitiamo in questo. sono già nel mondo dei sogni da un pò. mia madre arriva nella mia stanza tutta trafelata: roby, abbiamo gente in casa!!!
apro gli occhi, trovo la forza di rispondere:
sono 3 anni che abbiamo gente in casa, siamo un bed&breakfast, ricordi?
a domanda mal posta, risposta del cazzo.
sì, ma stasera qui non deve esserci nessuno e invece c’è qualcuno!
a quel punto faccio finta che sia tutto vero: cosa hai sentito?
ho sentito dei passi, delle porte che si chiudevano e lo sciacquone…
…allora siamo tranquilli! se hanno usato il cesso, non dovrebbero essere ladri…
mi alzo, è arrivato anche mio padre nel frattempo, individuiamo la stanza in cui si presume ci sia gente. bussiamo. chi è? chiedono da dentro.
ehm… veramente… sarei il padrone di casa… rispondo io.
una signora apre la porta e spunta fuori in pigiama. sguardi confusi.
…non abbiamo ben capito dove andare… e abbiamo preso questa camera.
interviene mio padre, con calma e un sorriso tranquillizzante:
avete fatto bene! ……………ma chi siete? come avete fatto ad entrare?
a quel punto la signora scoppia a ridere, è ormai chiaro che è stato un enorme disguido.
cerchiamo di ricostruire la vicenda.

dunque: la ragazza era venuta al pomeriggio a prendere le chiavi per il bed&breakfast di via conciliazione. però non è stata lei a riportarli la notte, ma la madre. la madre aveva il biglietto da visita del bed&breakfast di via verga e li ha portati lì. primo errore. il cancello di casa nostra era aperto e loro sono entrati tranquilli, seconda svista. terzo, last but not least, mia madre aveva lasciato la porta di casa aperta, con le chiavi infilate FUORI.
a rimettere insieme le stesse coincidenze un milione di volte non ci riesci.

i tipi sono entrati e hanno cercato la camera che ovviamente non trovavano e hanno girato tutta casa indisturbati, ‘scoperti’ solo perchè il cellulare di mio padre ha suonato l’avviso di batteria scarica e mia madre si è svegliata per questo, sentendo poi tutto il resto. hanno girato le stanze, anche nella mia vedendo me che dormivo (e non mi sono accorto di nulla…) e ridendo ci hanno anche detto che sapevano che al nord l’ambiente era più tranquillo rispetto alla ‘loro’ sicilia, ma mai pensavano che si potesse lasciare tutto aperto così tranquillamente… eh beh, siamo gente per bene, noi.

il giorno dopo, io sono andato a fare spesa con l’auto di mia madre.
mia madre si è portata via le chiavi di casa che erano sulla sua auto. è andata via con la MIA auto su cui c’erano le MIE chiavi di casa. e io torno dalla spesa e non riesco ad entrare in casa MIA. i siculi ci riescono e io no.
e il motto del nostro bed&breakfast è: per sentirsi a casa.

ma vaffanculo, va.

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