quarti party & scene da un matrimonio

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sabato 7 maggio, festa di addio al celibato di mio fratello che si sposa.
doveva essere a sorpresa, ma alcune difficoltà di organizzazione hanno fatto sì che la data fosse certa.
la data, non l’orario.

appuntamento davanti alla chiesa del suo paesello alle ore 7:30, munito di uno zaino con dentro un panino, un succo di frutta ed una mela. alle 9:00 ha mandato un sms chiedendo se poteva rientrare a casa.

i primi amici sono arrivati a casa sua verso le 11:30.

alle ore 15:00 è stato selvaggiamente bendato ed è stato caricato in auto. la destinazione doveva essergli ignota. a bardolino (lago di garda) tutto era tranquillo, nessuno sapeva cosa… chi stava arrivando.

parcheggiate le auto, il malcapitato fratello è stato vestito all’abbisogna: frac da direttore d’orchesta, custume da bagno, anfibi, parrucca da cherubino prima, successivamente cambiata con una da tokio hotel, che fa più fine. attrezzatura del quarti: leggìo per spartiti su cui era stata attaccata una bontempi a fiato, collegata invece che alla bocca ad una pompa gonfiacanotti. in pratica, il Maestro doveva pompare, suonare e cantare ai passanti molto snob della bardolino bene. tutto ciò con uno zainetto di legno contente una damigiana da 10litri contenente vino da offrire ai passanti. noi altri invece eravamo tutti con magliette rosse fatte fare apposta con la scritta quarti party addio al celibato music tour. dimenticavo il cappello per la questua delle offerte che mio fratello avrebbe dovuto chiedere per ottenere i soldi della cena.

dopo qualche primo passo di sistemazione di tutto l’ambaradan,
cioè suonare l’inno d’italia ad un ambulante di colore e l’unico frutto dell’amor è la banana ad una bancarella di frutta, siamo andati nel centro di bardolino, tra sguardi divertiti di persone con il senso dell’umorismo e occhiate schifate di vip snob del cazzo. noi del gruppo facevamo pubblicità in puro stile napoletano, incitando i presenti a richiedere una canzone al promesso sposo… canzoni a pagamento e abbracci gratis. i giovani li fermavamo noi, il nostro pubblico di maggioranza era composto da tedeschi oppure anziani e a volte queste due condizioni si manifestavano contemporaneamente.

tre i momenti topici: una ragazza, carina, nella piazza del paese ha chiesto una canzone dandoci ben 5euro di carta. secondo, il trenino turistico della visita di bardolino era pieno di gente di castelfranco veneto, potete immaginare quando, tra tutta la cosa delle canzoni, abbiamo anche offerto un goccio di prosecco. mio fratello, dalle canzoni, è passato a raccontare le barzellette, avanspettacolo puro. il terzo momento, cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, è stata una barista da competizione che, sentendoci suonare e fare caciara, ci ha offerto un giro di shots di vodka alla menta, chiedendo prima una canzone, poi di fare la foto con il promesso sposo e scrivendogli il numero di cellulare sulla coscia con un pennarello. provocante quanto basta, tipo che tutti si sono poi avventati sulla coscia di mio fratello per copiarsi il numero.

comunque abbiamo raccolto 60euro in poco più di due ore.
all’addio al celibato di mio fratello mancava la cena.

a bardolino è stato ribendato,
perchè non sapeva dove l’avremmo portato. la destinazione era il medieval times, cena con le mani e spettacolo con scenografie medievali e mio fratello che era vestito come uno stalliere. quattro spalti attorno all’arena, ciascuno con un colore. quattro tifoserie e quattro cavalieri che si sfidano in un fintissimo torneo, incitati dalle rispettive tribune. chi faceva più casino faceva vincere il suo cavaliere. capite bene che noi, esaltati dalla giornata, non ci siamo certo tirati indietro.

i primi cori erano di carattere generale, urla scomposte e sbattimento di piatti di metallo sui tavoli, dato che era permesso. poi sono seguiti cori di incitamento a goffredo, il nostro cavaliere nel torneo: ‘gof-fre-do! gof-fre-do!’ una volta che abbiamo capito che il nostro tifo esagitato non sarebbe servito (perchè era chiaro che avrebbe vinto la squadra rossa incitata da un gruppo di teenagers che festeggiavano un compleanno) abbiamo cominciato ad inveire contro le altre tifoserie ‘solo la nebbia, avete solo la nebbia, solo la neeeebiaaaaa, avete solo la neeeeeebbiaaaaa….’ poi ci si è messo anche goffredo a perdere quasi volontariamente le prove, quindi i nostri cori si sono spostati su quello che doveva essere il nostro paladino: ‘paga da bere! goffredo paga da bere! paga da beeereeeee! goffredo paga da beeereee…’ l’abbiamo beccato che rideva invece di combattere per il suo pubblico e la bella principessa esmeralda. e gliele abbiamo ricantate all’uscita, quando i cavalieri si sono messi a salutare gli spettatori. e io alla fine non avevo più un filo di voce,

ma sono certo che il fratellino si sia divertito un mondo.

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SCENE DA UN MATRIMONIO

e così mio fratello ricky e lorena si sono sposati.

e, come ha profetizzato il teo bellini, “adesso sono cazzi vostri“. raccontare tutto il matrimonio è pressochè impossibile, un sabato intensissimo vissuto alla grande. andrò a spot, ad immagini.

venerdì sera io e il curzo arriviamo a casa di ricky. lui (ricky) è vestito da principe azzurro, i suoi amici lo stanno portando a fare la serenata alla sua bella. io non andrò con loro, sono reduce da malattia, devo stare riguardato. “già che stai in casa allora, recupera delle mutande degli sposi, ci servono per domani“, mi dicono di sfuggita. eseguo: appena la comitiva lascia l’abitazione, io e il curzo ci improvvisiamo ladri e cominciamo a fare bottino.

la mattina seguente, attendiamo trepidanti l’arrivo dell’ora in cui partire per andare in chiesa. ricky lo sposo in completo total-black, il curzo pure, con una piccola variante della camicia, color viola scuro. io abito grigio e camicia blu elettrico. sembrava un meeting mafioso.

partiamo da casa e il curzo sceglie la colonna sonora per la mezz’ora di strada che ci separa dalla chiesa: “…and now, the end is near, and so I face, the final curtain. my friend, I’ll say it clear, I’ll state my case, of which I’m certain. I’ve lived, a life that’s full, I’ve traveled each and every highway. and more, much more than this, I did it my way“. ricky lo guarda: “curzo, sei un genio“.

arriviamo a pochi passi dalla chiesa. ‘scapottiamo’ (l’auto del curzo è cabrio), ricky si mette alla guida. chiede una musica da ingresso trionfale nel vialetto della chiesa. non credo che thriller di michael jackson fosse quello che si immaginava…

cerimonia particolare, con sposi a fianco del prete, co-celebranti della messa e del matrimionio. i testimoni (tra cui io) pure sull’altare. prete di colore, simpaticissimo. alla benedizione degli anelli, il parroco regala agli sposi un cero e un bibbia. consegna a me il cero, mi dice di accenderlo e di consegnarlo agli sposi. consegna la bibbia all’altra testimone e le dice di darla agli sposi, ma senza accenderla col fuoco. risate generali. e intanto il coro gospel rende tutto meravigliosamente ritmato e vivo.

pranzo di nozze, in un posto sperduto in mezzo ai monti berici, ma assolutamente magnifico. i tavoli sono contrassegnati con i nomi di nani: pericolo, frivolo, mestolo, jesolo, grandangolo, vandalo… io ero nel tavolo vandalo, e non poteva essere diversamente. su ogni tavolo c’è davvero un nano da giardino, con il cartello col relativo nome. quello degli sposi si chiama ergastolo. a fine pranzo, i nani erano tutti spariti, gli invitati se li sono fottuti. io ho in casa vandalo. senza dire niente e con la complicità di mio padre, mia madre si è rubata mestolo.

i membri del coro gospel, ogni volta che i camerieri servivano una portata, facevano partire la musica del ‘pranzo è servito‘. e poi hanno organizzato scherzi e giochi in stile “giochi senza frontiere“. emblematica la faccia degli sposi quando ha visto a cosa servivano le mutante che gli avevamo rubato la sera prima. qualche spia ha detto che ero stato io, penso che prima o poi me la faranno pagare.

verso sera è cominciato il concerto del teo bellini. e qui non aggiungo altro: due ore di estasi musicale! grazie ancora!

regalo degli sposi ai genitori e ai testimoni: smartbox. weekend pagato ‘a tema’. non so agli altri, ma ai miei hanno regalato il weekend del gusto: pernottamento e degustazioni in una località tra le tantissime prosposte. per me invece hanno scelto il pacchetto ‘adrenalina‘. weekend pagato a fare un’attività sportiva a scelta tra (leggete bene!!): parapendio, airboard, sci, snowboard, rafting, rally su strada, rally su neve e ghiaccio, bunjee jumping, hydrospeed, bob su pista, guida su pista di una ferrari, lamborghini o porsche, sci nautico, trial, arrampicata, softair, paracadutismo, volo in elicottero, volo in mongolfiera, viaggio e guida in barca a vela, donwhill, deltaplano, kitesurf, surf, immersione, speleologia, wakeboard, quad… giuro che non so cosa scegliere…

finale di giornata: i membri del coro hanno acceso delle lanterne volanti, una specie di minimongolfiere da far volare nel cielo. peccato che una, col fuoco ancora acceso, si sia impigliata in mezzo agli alberi della zona. a momenti rischiamo di dare fuoco a mezza montagna.

all’arrivo degli sposi al ristorante, il capo-cameriere, in divisa impeccabile, busto eretto, vassoio con spumante e salvietta al braccio, ha detto agli sposi, con voce impostata, di non farsi problemi e di chiedere a lui in caso di necessità. a fine giornata, lo stesso cameriere ha abbracciato mio fratello concludendo con un eloquentissimo: “cazzo ricky, ma che figata di matrimonio!!

tutto il resto, nelle milioni di foto fatte e nei nostri ricordi.
per sempre.