dietro la lavagna

quando un mio amico mi ha fatto notare

che noi abbiamo finito la scuola ben 16anni fa,
ho fatto fatica a realizzare. sarà, ma a me sembra ieri, o quasi. poi ieri (quello vero) sono andato ad un corso di “ambienti e colori adatti alla crescita e al vivere meglio” (circa) e ho appreso che nelle scuole italiane ora ci sono le LIM, le lavagne multimediali interattive.

tutto è nato da una foto che il relatore ci ha fatto vedere: una classe, con la vecchia e cara lavagna nera. stupore nei partecipanti, oohh, una classe vecchio stile: è strano vedere la lavagna nera, oggi tutti hanno le lim.

e allora mi sono chiesto:
come fanno oggi gli studenti? come fare ad andare in castigo dietro alla lavagna? non si possono più far sparire i gessetti, che poi uno veniva mandato ‘giù’ a prenderli e il tempo che stava via era uguale al tempo che ci mettevi a crearlo, un gessetto. niente più scritte tra un’ora e l’altra, tipo ‘buena suerte’ oppure ‘3’, che a noi prima di un compito in classe ci portava una rogna infinita… e come fare oggi a creare quella nebbia pesante frutto dell’esasperato sbattimento di due cancellini??

si potranno scrivere sulle nuove lavagne i buoni ed i cattivi?
che quando la prof si assentava e mandava uno alla lavagna a scrivere chi si ben comportava in sua assenza e chi no, c’era un giro di ricatti, promesse, sotterfugi per essere dall’una e non dall’altra parte dei due elenchi… come è possibile oggi rischiare l’infarto perchè mentre qualcuno scriveva alla lavagna il gessetto emetteva un fischio spakkatimpano simile all’ultrasuono che anche quello dell’ultima fila era costretto ad interrompere il suo sacrosanto sonno?

come fare a tirare il cancellino (sporco, sporchissimo ad hoc) nella schiena di un tuo compagno (quello che ti aveva messo meschinamente tra i cattivi perchè il giorno prima non gli avevi passato la versione di latino) che poi questo si girava con la lentezza di un killer e mentre si avvicinava a te con la stessa calma e freddezza di ken shiro a cui hanno rubato il cavallo, tu cercavi inutilmente di dire che era stato uno spiacevolissimo errore di traiettoria e che il bersaglio non era lui, anche se in classe c’eravate solo tu e lui??

non rimpiango quei tempi, però era divertente anche per questo…