arriva la primavera perchè…

gli alberi che si coprono dell’ombra verde e chiara di foglie nuove

il sole caldo del giorno o quell’odore nell’aria di pioggia improvvisa.
col maglione a volte si suda un pò, dove sono i miei occhiali scuri?
non accendo il camino da un pezzo, sempre meno vestiti addosso.
ancora chiaro uscendo dall’ufficio, sempre meno voglia di lavorare.
sugli alberi in giardino i merli stanno costruendo il loro nuovo nido
aumentano i weekend in cui si gira in moto, si parte per dove?
i giovani riprendono a viaggiare alla scoperta di posti nuovi.

e il mio bed&breakfast si riempie nuovamente di figa.

i cover the waterfront blues

in auto sulla lenta corsia d’ingresso di un’autostrada

per iniziare il tuo viaggio, lungo o breve non importa,
con l’infuocato sole del tramonto di fronte
che tinge di azzurro-rosa-arancio-rosa-azzurro il cielo
come un pastello, un aereo disegna una netta scia bianca
‘i cover the waterfront blues’
sconosciuto, lento, dolce, un pò malinconico sottofondo musicale
e probabilmente non riuscite ad immaginare tutto insieme.

ma vi assicuro che è stato bellissimo.

oggi siamo un pò più grandi

arrivo da un weekend passato in montagna.

di solito, quando io e miei amici facciamo di questi weekend, il concetto di fondo che ci accomuna è: off. spegni tutto, stacchi e per 36-48 ore non esisti per tutto il tuo mondo, ad eccezione di qualche sms per dire a chi te lo chiede che sei comunque vivo. quei weekend che ti aiutano a fare un discreto reset del tuo cervello, per ripartire, per ‘cambiare l’aria’ nella tua testa. ho detto nella testa. le puzzette sono altra cosa.

i problemi, beh quelli li abbiamo sempre lasciati fuori.
difficilmente riuscivano ad entrare in casa. e se per caso qualche ‘problema’ personale entrava, lo aggredivamo tutti insieme, insieme ad un pò di cointreau o di grappa e tutti insieme se ne parlava, si tirava mattina spesso, probabilmente non risolvevamo nulla ma parlandone il problema si faceva più piccolo. più sopportabile, per lo meno. forse anche risolvibile. forse…

per me stavolta è stato un pò diverso.
ho visto chiaramente che oggi siamo un pò più grandi. sì, il concetto di fondo è rimasto sempre l’off di cui vi ho già detto, però credo che la mente non è stata, per nessuno, così sgombra come era stata in tanti altri weekend su in montagna. per un motivo o per un’altro, ciascuno si è portato la sua piccola o grande preoccupazione. la grigliata di carne e il narguilè col tabacco al gusto di mela o il cortometraggio splatter fotografico sono serviti solo a annebbiare per un attimo questi pensieri. che poi ritornavano chiari e nitidi. qualcuno era particolarmente teso, per i suoi buonissimi motivi. ti capisco, amico mio.

sul balcone a notte inoltrata tutto tace. l’aria di montagna è fresca e nel buio si vedono le luci dei paesi. qualcuno dentro già dorme. altri guardano un film. io esco e respiro un pò di quell’aria. per un attimo vorrei condividere quel momento con una persona in particolare. no, non quella. prendo il cellulare e mando un messaggio. ‘…non chiedermi perchè, ma vorrei che tu fossi qui. so che forse lo sei col pensiero, ma ora intendo dal vivo. reale…’ probabilmente non mi risponderà.

ed è giusto così.

misantropia ufficiale

odio il genere umano.

odio l’indispensabile e variopinta interazione che tra diverse persone genera inconprensioni, problematiche, conflitti. anche la più disponibile e cordiale delle persone ha il suo mondo, la sua sfera che tu invadi e che è in contrasto e/o comunque diversa dalla tua.

adattate queste ‘sfere’ nel migliore dei casi e tutto va abbastanza bene, sembra sopportabile per lo meno, comunque è limitante creare il minimo compromesso, che già ti frega un pò. al max… ‘siamo in armonia’, che vuol dire ‘vivi e lascia vivere’. succede, ma è raro, rarissimo. non devono esserci rapporti di superiorità e/o interessi personali in mezzo. condivisione di vedute e di bevute. almeno i miei ospiti pagano, monetario sollievo.

ma quando ti sposi?‘ incalza la nonna nel momento sbagliato.
bisogna trovare la donna giusta‘, risposta pronta usa&getta.

piuttosto mi faccio impiccare sull’albero maestro‘ suonava male.

kivhenhakkrajankatu

oggi non sto molto bene, ma sono a lavorare lo stesso.

mi hanno dato da fare un lavoro di quelli che piacciono tanto a me.
causa insignificante problema di backup dati aziendali, c’è da rivedere gli inserimenti anagrafica della settimana scorsa. controllo se tutto è ok, tabulati alla mano devo correggere eventuali errori. adoro mettere le cose a posto, pignolo di merda. ho iniziato venerdì scorso e sono già a buon punto. mi toccano i dati dei clienti finali, tipo la casalinga di voghera, per capirci. di tutta europa, per capirci ancora meglio.

su centodue clienti, ne ho ‘recuperati’ cento. mi manca manuso che è realmente di voghera e deve essere il marito della rinomata casalinga. e poi c’è gutierrez che è ancora più trascurabile al momento, ma un pò mi secca non averne trovato traccia. mi sento come se dessi la caccia ad un folto gruppo di narcotrafficanti e gutierrez è il capo indiscusso.

in generale, mi diverto un pò a vedere nomi strani dal mondo.
i più belli sono i dati degli utenti esteri. spagnoli e francesi non danno tante emozioni, a parte gutierrez. anche coi tedeschi si va facile, si chiamano quasi tutti josef, helmut, edith o franz e abitano tutti in qualkosastraβe. ma, secondo me, uno che abita in finlandia e in via kivhenhakkrajankatu 24,

deve ricevere pochissima posta direttamente a casa.

today

“Today it’s a good day to start a brand new blog. (L.)”

my smile still stays on.