sunglasses

quando nel millenovecentonovantanove mi operarono agli occhi,

il primo acquisto post-operazione fu un paio di occhiali da sole coi controcazzi.
della Police, lenti schermate polarizzate antiraggi uva, uvb, usb, iva, ova, asa, anas, atma. non importava il prezzo, li spendevo volentieri, anche perchè credo me li abbia regalati mia madre. finalmente, dopo anni di occhiali da vista e mascherine da applicarci su, avevo occhiali solamente da sole, ‘fanculo la mia ex-miopia e tutto il resto.

poi è capitato che ho preso la moto
e ho dovuto prendere un secondo paio di occhiali con le stanghette flessibili da poter mettere con il casco in testa senza che mi entrassero nel cranio. che poi in seguito ho preso un altro casco con la mascherina da sole integrata e allora questo secondo paio di occhiali l’ho lasciato lì fermo con il pensiero di razionalizzare: quando mi si sarebbero rotti quelli della Police, avevo già un altro paio senza doverlo comprare.

il primo paio è durato tredici anni.
gliene ho fatto di ogni: persi, ritrovati, svitati, riavvitati, schiacciati, riaggiustati. le sedi delle viti erano storte, ogni tanto mi saltava via una lente all’improvviso. e il bello era prendere la piccola vite al volo, non la lente. però ormai avevano fatto il loro tempo: qualche graffio, qualche vite che non teneva più, una nuova estate da affrontare. s’è dovuta staccare l’ennesima vite per dire basta. e così, in un sabato tardo pomeriggio, con un sospiro e un ricordo di tredici splendidi anni vissuti insieme, gli occhiali hanno affrontato il loro ultimo viaggio.

a quel punto ho riesumato l’altro paio,
sarebbero stati loro i titolari, da oggi in poi. se non fosse che forse fa ancora un pò freschetto di notte e io gli ho lasciati in macchina, fatto sta che, appena messi per affrontare la nuova avventura, la plastica indurita dal freddo ha fatto CRACK. e in un lunedì di prima mattina, pensando già a dove andare a comprarne un paio di nuovi coi controcazzi, pensando ai tredici anni del primo paio contro i tre giorni del secondo, ho di nuovo buttato i miei occhiali da sole,

tra imprecazioni e maledizioni di sorta.

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