40anni

e serve pane e fortuna,

serve vino e coraggio 
soprattutto ci vogliono

buoni compagni di viaggio.

camping caravan evolution

fantastico a volte come giri la ruota della vita.

coi ricordi faccio un passo indietro.
le mie prime vacanze con mamma, papà e fratello furono a Levanto. avevo già la liguria nel dna. comunque in campeggio, in roulotte. poi nel corso degli anni le mete cambiarono, ma sempre campeggio.

e quello stile di vacanza è diventato ‘mio’.
vacanze in tenda, a volte a dormire in macchina, a volte in spiaggia. per anni questo è stato il target. sacchi a pelo, materassini, stovigliame vario. un pò zingaro, in effetti. bellissimo.

non che io sia vecchio, ma poi mi sono un pò evoluto in tal senso.
ho trovato chi ama il campeggio, come me. anche se magari in maniera non così estrema e selvaggia, ma forse ero anche esagerato io dall’altra parte. riequilibriamoci.

e così dalla tenda siamo passati al carrello-tenda.
di mio suocero per la precisione, prestito gratuito, tanto lui è già alla fase ‘bungalow’. ma è durato poco: con mia figlia Rebecca serviva qualcosa che, arrivati a destinazione, fosse pronta all’uso. è bastato fare una telefonata a mio padre: vorrei cercare una roulotte. 15 giorni ed il caravan era già a casa mia. 30 giorni ed era già rimessa a nuovo, come appena uscita dal rivenditore.

a parte qualche uscita primaverile di collaudo,
e le prime problematiche di guida (e non) dovute all’inesperienza, ora io e la mia famiglia eravamo attesi alla prova vera e propria: le vacanze estive. sarà stata la ‘mia’ disorganizzazione aziendale o forse più prosaicamente un segno del destino, abbiamo potuto prenotare per 15 giorni in agosto solo ad inizio giugno. cioè in un ritardo fottuto. punti fermi: poca strada e posto conosciuto, per non sbagliare. Levanto.

là dove tutto ha avuto inizio con i miei genitori, ora ricomincia di nuovo, con la MIA famiglia. perchè alla fine di un viaggio, c’è sempre un viaggio da ricominciare.

e con una differenza, emozionalmente per me importante.
anni fa, facevi a piedi solo un paio di gallerie della vecchia linea ferroviaria, raggiungevi la spiaggetta dello scoglio e lì ti fermavi, comunque fuori dal casino. oggi quella strada è una splendida ciclabile, che arriva fino a Bonassola e prosegue anche per Framura. quando ero piccolo avevo sempre desiderato farla. mi ci sono voluti 36 anni, una compagna, una figlia, una roulotte e due bici al seguito,

ma ci sono riuscito.