ho fatto in tempo ad avere un futuro

ho fatto in tempo ad avere un futuro

che non fosse soltanto per me, più che un’ipotesi era sicuro che era per tutti, era con te. ho fatto in tempo a perdere tempo in cambio di un sogno, di un pezzo di idea ma a conti fatti non ho perso niente, era un buon cambio e la scelta era mia. si trova sempre una ragione per brindare o ricordare o dimenticare oppure stare solamente svegli al limite dei sogni.

ho fatto in tempo a imparare a volare senza dover guardare giù e a non conoscere certe paure che nel frattempo sono di più. ho fatto in tempo a morire ogni tanto e son ripartito ed eccomi qua e addirittura mi son reso conto di cosa è fatta la mia verità. si trova sempre una ragione per restare o continuare o ricominciare o scivolare sugli stessi sbagli al limite dei sogni.

ho fatto in tempo a dire “che palle!” a quello che un tempo era meglio che mai. porta pazienza, se faccio di peggio è solo stasera e mi passa vedrai. ho fatto in tempo ad avere un futuro che fosse molto più grande di me, magari ne merito un altro di nuovo

dove comunque ci sei anche te.

un giorno mi dirai

un giorno ti dirò

che ho rinunciato alla mia felicità per te e tu riderai, riderai, tu riderai di me
un giorno ti dirò che ti volevo bene più di me e tu riderai, riderai, tu riderai di me
e mi dirai che un padre non deve piangere mai
e mi dirai che un uomo deve sapere difendersi…

un giorno ti dirò
che ho rinunciato agli occhi suoi per te e tu non capirai, e mi chiederai «perché»?
e mi dirai che un padre non deve piangere mai, non deve arrendersi mai
tu mi dirai che un uomo deve sapere proteggersi…

un giorno mi dirai
che un uomo ti ha lasciata e che non sai più come fare a respirare, a continuare a vivere
io ti dirò che un uomo può anche sbagliare lo sai, si può sbagliare lo sai
ma che se era vero amore è stato meglio comunque viverlo
ma tu non mi ascolterai già so che tu non mi capirai e non mi crederai

piangendo tu mi stringerai…

e poi c’è il fatto che non ho una gran voce

la mia pelle non mi piace, all’occasione manda ancora brufoli

odio le ascelle ed il torace questi quattro peli un pò lunghi ed inutili,
il naso me lo sono rotto e nelle orecchie non ho messo mai i tappi
non sono diventato un poliziotto nonostante questi piedi piatti
non ho una gran voce, forse mi basterà,
lo so non ho una gran voce, sono sicuro mi si noterà…
però il problema più grande è la testa,
riempie la borsa con miraggi e guai
e queste gambe vanno nella direzione opposta,
sempre di corsa, non marciano mai!

qui sotto niente di spettacolare specialmente quando esco dall’acqua,
è nella norma anche il sedere e c’è chi dice assomigli alla faccia…
e poi c’è il fatto che non ho una gran voce
e se sentisse che fiato che ho…

però una cosa io ce l’ho perfetta e quella è il dito
e certo parlo del terzo, non scherzo, sembra scolpito!
dico che sotto un certo punto di vista è il mio migliore amico,

se la mia immagine non la soddisfa guardi il dito e si tolga il prurito.

quattro amici

della serie: canzoni che sanno chi sei molto meglio di te.

e, pensando ad un pò di persone, cose, situazioni, mi è venuta in mente questa.
dedicata a chi, forse, non ha ancora del tutto trovato quello che cerca.

eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo, destinati a qualche cosa in più che a una donna ed un impiego in banca. si parlava con profondità di anarchia e poi di libertà. tra un bicchier di coca ed un caffè tiravi fuori i tuoi perchè e proponevi i tuoi farò.

eravamo tre amici al bar, uno si è impiegato in una banca. si può fare molto pure in tre mentre gli altri se ne stanno a casa. si parlava in tutta onestà di individui e solidarietà. tra un bicchier di vino ed un caffè tiravi fuori i tuoi perchè e proponevi i tuoi però.

eravamo due amici al bar, uno e’ andato con la donna al mare. i piu’ forti però siamo noi, qui non serve mica essere in tanti. si parlava con tenacità di speranze e possibilità. tra un bicchier di whisky ed un caffè tiravi fuori i tuoi perchè e proponevi i tuoi sarà.

son rimasto io da solo al bar, gli altri sono tutti quanti a casa, e quest’oggi poi verso le tre son venuti quattro ragazzini. son seduti lì vicino a me con davanti due coche e due caffè. li sentivo chiacchierare, han deciso di cambiare tutto questo mondo che non va.

sono qui con quattro amici al bar, che hanno voglia di cambiare il mondo…

e poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al roxy bar
o forse non ci incontreremo mai

ognuno a rincorrere i suoi guai

a modo tuo

sarà difficile diventar grande prima che lo diventi anche tu

tu che farai tutte quelle domande io fingerò di saperne di più
sarà difficile ma sarà come deve essere
metterò via i giochi, proverò a crescere
sarà difficile chiederti scusa per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa ma cambiarlo è difficile
sarà difficile dire tanti auguri a te
a ogni compleanno vai un po’ più via da me
sarà difficile vederti da dietro sulla strada che imboccherai
tutti i semafori tutti i divieti e le code che eviterai
sarà difficile mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola quella che sarai
sarà difficile lasciarti al mondo e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del tuo girotondo non poterti proteggere
sarà difficile ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri e continui a ridere

a modo tuo, andrai a modo tuo, camminerai e cadrai, ti alzerai
a modo tuo, vedrai a modo tuo, dondolerai, salterai, cambierai

sempre a modo tuo

siamo chi siamo

nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai a non aver capito, ma poi ci fu una distrazione
o forse fu un’insolazione a dirmi “non c’è niente da capire”
di tutte quelle strade, averne presa una
per tutti quegli incroci nessuna indicazione
di tutte quelle strade, trovarsi a farne una
qualcuno ci avrà messi lì

siamo chi siamo, siamo arrivati qui come eravamo
abbiamo parcheggiato fuori mano, tu non chiamare più che ti richiamo

siamo chi siamo, un giorno c’era un doppio arcobaleno
un giorno c’hanno attaccati al seno, un giorno c’hanno rovesciato il vino

siamo chi siamo, la nebbia agli irti colli forse sale
non ci si bagna nello stesso fiume, non si finisce mai di avere fame

conosco le certezze dello specchio
e il fatto che da quelle non si scappa
e ogni giorno mi è più chiaro che quelle rughe sono solo
i tentativi che non ho mai fatto

siamo chi siamo, siamo arrivati qui come eravamo
si sente una canzone da lontano

potresti fare solo un po’ più piano??

un uomo guarda la sua mano

un uomo guarda la sua mano,

sembra quella di suo padre quando da bambino lo prendeva come niente e lo sollevava su, era bello il panorama visto dall’alto! si gettava sulle cose prima del pensiero,

la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero.