alegria do brasil

a parte che oggi

abbiamo spedito una cassa di materiale in brasile,
c’è un filo conduttore che lega lo scorso weekend: nelson e loredana. che non c’entrano niente l’uno con l’altra, se non per il fatto che sono entrambi brasiliani e che, nel mio piccolo, li conosco entrambi.

nelson abita in un appartamento nella palazzina che ha in gestione mio padre. lui è brasiliano, del paranà, gran persona, simpatica e che comunque si dà molto da fare. ha preso un piccolo appartamento e se l’è rimesso tutto a posto, con la promessa che quando finiva, l’innaugurazione doveva essere fatta con un pranzo a base di feijou’ada, la famigerata fagiolata tipica brasiliana.

ieri, nel suo piccolo appartamento, eravamo in 15. due pentole piene, musica, birra, alegria. oltre a me, c’erano anche i miei ed ero felice per questa partecipazione ad un pranzo a base di ‘cibi decisamente diversi dalla cultura italiana’. e tralasciamo che la fagiolata è notoriamente pesantissima, le tre bambine di 4, 7 e 10 anni presenti al pranzo si sono messe a giocare a calcio. io facevo il portiere. oh, non c’è niente da fare, i brasiliani il pallone ce l’hanno nel sangue. meno male che non mi sono messo a dribblarle, avrei fatto una decisamente una pessima figura…

loredana, invece, è mezza brasiliana, da parte di padre.
per un pò di tempo ha fatto la barista in un locale vicino alla mia azienda. e io, da buon maschietto, andavo a prendere l’aperitivo spesso, finito il lavoro. era uno di quei posti dove entravo e ordinavo ‘il solito’. gli abiti succinti ma soprattutto l’alegria con cui serviva ed intratteneva i clienti erano conosciuti in tutta la zona. poi un bel giorno ha deciso di aprire un bar tutto suo. lontano da dove lavoro io. ma comunque, gli abiti succinti ma soprattutto l’alegria con cui serve ed intrattiene i clienti, decisamente maschietti, si sono fatti conoscere in tutta la zona…

…appena scese alla stazione… tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario… e fu così che da un giorno all’altro… si tirò addosso l’ira funesta… ma le comari di un paesino non brillano certo d’iniziativa le contromisure fino al quel punto si limitavano all’invettiva… si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio… e quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: “quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare”.

ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale,
come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca…

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