comunque si beve

ricapitolando,

la cantina contiene una decina di bottiglie di ronmiel Artemi, ringraziando Amazon, anche se poi alcune finiranno in mani amiche ma comunque fuori di qui.

poi due fiaschetti di nocino fatto in casa, annate 2014 e 2015, che salvano sempre la serata insieme ad una Anima Nera che però è figlia unica in frigo ed un Montenegro che teniamo come scorta privata per lo zio Curzo.

fanno gruppo un paio di casse di Pedavena, perchè altre birre bionde mi sembrano un pò troppo commerciali e perchè comunque anche se pizza e birra è un must, bisogna sempre differenziarsi un minimo.

poi ci giochiamo il jolly,
con una grappa di nebbiolo di barolo, Rossi d’Angera. che da quando ho scoperto che spedisce in tutta Italia, ho smesso di importunare gente del Lago Maggiore che di questi tempi ha giusto un paio di cose a cui pensare.

sui vini non siamo molto pronti.
non piacendoci i rossi ed essendo piuttosto inesperti in materia di bianchi, andiamo su ciò che meglio conosciamo per esperienze, cioè Muller Thurgau, Lugana, Sauvignon, Vermentino di Sardegna.

come accade col vino buono,
l’età migliora la qualità alcolica e a CasaCox ci siamo notevolmente elevati.
si beve poco, si beve bene.
comunque si beve.

dimenticavo il Gewurztraminer.
se vuoi fare davvero colpo, non deve mai mancare del Gewürztraminer.

perchè tutti sanno dire “ti amo” ma veramente pochi sanno dire “Gewürztraminer”.

ho fatto in tempo ad avere un futuro

ho fatto in tempo ad avere un futuro

che non fosse soltanto per me, più che un’ipotesi era sicuro che era per tutti, era con te. ho fatto in tempo a perdere tempo in cambio di un sogno, di un pezzo di idea ma a conti fatti non ho perso niente, era un buon cambio e la scelta era mia. si trova sempre una ragione per brindare o ricordare o dimenticare oppure stare solamente svegli al limite dei sogni.

ho fatto in tempo a imparare a volare senza dover guardare giù e a non conoscere certe paure che nel frattempo sono di più. ho fatto in tempo a morire ogni tanto e son ripartito ed eccomi qua e addirittura mi son reso conto di cosa è fatta la mia verità. si trova sempre una ragione per restare o continuare o ricominciare o scivolare sugli stessi sbagli al limite dei sogni.

ho fatto in tempo a dire “che palle!” a quello che un tempo era meglio che mai. porta pazienza, se faccio di peggio è solo stasera e mi passa vedrai. ho fatto in tempo ad avere un futuro che fosse molto più grande di me, magari ne merito un altro di nuovo

dove comunque ci sei anche te.

l’uomo dai mille volti

ci sono cose, piccole cose, che ti sei sempre ripromesso di fare.

quelle cose che quando ci pensi, inizi sempre la frase con ‘prima o poi devo…
e il confine tra questa frase e ‘almeno una volta nella vita devo…‘ è veramente sottile.

io prima o poi dovevo andare a vedere uno spettacolo di arturo brachetti.

“brachetti ha riportato in auge l’arte del trasformismo, decaduta dal ’36. non essendoci libri o referenze sull’argomento, inventò i suoi sistemi da solo e ancor oggi non ne rivela i segreti. dal 2006 è nel guinness dei primati come il trasformista più veloce del mondo. i suoi spettacoli spesso consistono in un racconto autobiografico per presentare diversi numeri di illusionismo e magia, visualizzato attraverso numerosissimi personaggi: è l’unico attore trasformista di questo genere a rappresentare 80 trasformazioni in un solo spettacolo di due ore.” (wikipedia)

almeno una volta nella vita, finalmente, c’ero.
Emozionante, con la ‘e’ maiuscola. cambio d’abito in pochissimi secondi, da diavolo a cowboy a dama del settecento a spiderman a guardia canadese a samurai ad arlecchino a mosè a…… ogni volta, nascondendosi per pochi attimi dietro un telo, davanti ai miei occhi. ero in prima fila, ho preso il biglietto più costoso. almeno una volta nella vita ne vale la pena. si è ‘trasformato’ da biancaneve a frankenstein mettendosi dietro ad un telo per tre secondi. è passato da uno smoking tutto nero a uno completamente bianco nascondendosi dietro un’improvvisa e fitta pioggia di coriandoli argentati.

io devo sedermi per infilarmi un calzino.

con l’apostrofo e non con l’accento

da un amico che compie gli anni proprio oggi,

mi è stato fatto rispettosamente e grammaticalmente notare
che po’, in quanto abbreviazione di ‘poco’,
si scrive con l’apostrofo e non con l’accento.
mi è stato anche intimidito di correggere TUTTO il mio blog.
approvo la correttezza grammaticale, ma non lo farò.
quindi gli faccio tanti auguri di buon compleanno e un post di rettifica

che vale un pò per tutti gli altri.

irish, bloody, mary.

sentire mia madre che mi chiede di farle un lavoro è normale.

che lei non è capace di usare il pc ed in effetti è vero.
andare e trovare mia mamma che fa pulizie ‘sanguinarie’ è normale.
anzi, mi avrebbe stupito il contrario.

trovare mia mamma che fa le pulizie ascoltando musica non è normale.
è come una di quelle sere senza telegiornale, per capirci.
trovare mia mamma che fa le pulizie ascoltando ‘a bomba’ musica irlandese,
non ha prezzo.

per tutto il resto, c’è tempo.

l’assassino è quasi sempre il maggiordomo

questo post è dedicato a tutti quelli che guardano i polizieschi in tv.

ogni tipo di poliziesco: film o telefilm che sia.
bene, sappiate che i protagonisti sono tutti incompetenti in materia di indagine, con l’esclusione del tenente colombo, che io non guardo, ma lo escludo solo perchè mi è simpatico e non sai mai se ci è o ci fa.
per tutti gli altri, credo profondamente che facciano tutto un gran bordello per portarsi a casa la pagnotta e fare bella figura col mondo, ma che in realtà il loro mestiere di poliziotto sia molto più facile di quello che ci danno a vedere. e finchè parliamo di finzione cinematografica va anche bene così. ma se applichiamo questa mia futile invettiva alla realtà, beh, un pò mi preoccupo.

prendiamola larga.
io ho due bed&breakfast. una delle mansioni è quella di rifare (nel senso di ripulire) le stanze per gli ospiti che dovranno arrivare. dovranno essere pulite, per fare bella figura. camera da letto con bagno. uno dei bagni è bianco. ci siete fino a qui? bene. ora, mia madre quando pulisce lo fa con una precisione e una cattiveria che gli acari e i germi prendono su da soli il loro sacchettino di polvere ed emigrano di loro spontanea volontà, terrorizzati. il bagno bianco E’ bianco. non rimane neanche quel minuscolo granello di polvere color avorio tra la trentatreesima e trentaquattresima mattonella. così, tanto per rendere l’idea.

domenica, un pò di corsa, ho usato il bagno bianco. ma neanche per fare la doccia o cambiarmi o pettinarmi: mi sono solo lavato i denti. spazzolino, tubetto, acqua che scorre, niente gocce d’acqua sullo specchio, facendo attenzione a non sporcare nulla. muovendomi il meno possibile. sentivo lo sguardo di mia madre anche se era in un’altra stanza. e infatti mi ha chiesto perchè ho usato quel bagno che l’aveva appena pulito. ho detto che era tutto a posto, lei ha ridato un’occhiata (gli ospiti sarebbero arrivati a breve) e ha trovato intorno al lavandino un paio di peli. miei, ovviamente. ripeto: non mi sono quasi mosso. eppure ce n’erano due. a questo punto, non vi sto neanche a dire che se un ospite fa la doccia o si pettina o quant’altro, il numero dei peli morti in giro aumenta. non deve farvi schifo, per tutti è così, senza necessariamente soffrire di alopecia.

a quel punto ho pensato a c.s.i., ma il mio pensiero andava bene anche per r.i.s., per distretto di polizia, per squadra speciale, per ogni altro mangiapane a tradimento di ispettore cazzutissimo. escluso colombo, ma senza parlare di rex, che lui di peli ne ha anche troppi e poi io ai cani voglio bene. ho pensato a c.s.i. perchè in una puntata, ci hanno messo tre sopralluoghi per scoprire i seguenti indizi: nel primo hanno trovato un minuscolo frammento di materiale rarissimo, color avorio, forse il granello di polvere emigrato che era tra la trentatreesima e trentaquattresima mattonella. nel secondo hanno trovato una nuova stanza, ma non la bat-caverna, un ripostiglio. nel terzo, nel ripostiglio hanno trovato un cadavere. bravi. ve la passo solo perchè voi americani ogni tanto perdete la testa e vi piace esagerare. però restiamo in un’indagine normale. possibile che tu non trovi due peletti da fare il test del dna ai tuoi sospettati e arrivare dritti al colpevole? capisco se gli sparano da un palazzo mentre sta facendo una parata presidenziale a dallas, ma cazzo, uno accoltellato vuol dire che l’assassino era vicino un bel pò. allora i casi sono due, caro poliziotto: o sei un incompetente, oppure il peletto assassino lo trovi subito e temporeggi bellamente un’oretta per farti figo col capo e con noi spettatori. ma finchè parliamo di film, le mie parole si perdono tranquillamente nell’aria e comunque davanti ad un buon aperitivo.

poi però penso all’omicidio reale di garlasco. e a quello reale di perugia. o quello reale di cogne.
nessun cecchino distantissimo. colluttazione, morte. vittima e assassino. soprattutto colluttazione. ok, io sarò un inguaribile pelosone, ma se io perdo due peli delle braccia nel lavarmi i denti, perchè due persone che baruffano non lasciano questo tipo di traccia?? se una persona normale, in un bagno (bianco) normale, perde normalmente qualche normalissimo pelo (venire a vedere quando pulisco un bagno per i nuovi ospiti!), perchè se due si scannano e lottano e volano coltellate o qualcuno soffoca qualcun’altro con un cuscino, tu ispettore specializzato non trovi uno stracazzo di nulla se non un frammento di materiale rarissimo color avorio?

allora mi viene da pensare che anche nella realtà i nostri cari cazzutissimi poliziotti esperti o sono degli incompetenti, oppure il peletto assassino lo trovano subito e temporeggiano bellamente un paio d’anni per farsi fighi col capo ma soprattutto per guadagnare di più e far guadagnare soldi e immagine a tutto un microcosmo fatto di esperti, giudici, avvocati, giornalisti, passacarte, portinai. e qualche altra figura che ora non mi viene in mente.

i vostri reali o finti assassini non saranno mica tutti pelati e/o glabri! oppure sono tutti esperti nel ripulire perfettamente la scena del crimine?? conosco solo due persone che sanno pulire una stanza così bene: mia madre e mastrolindo.

…e avete notato che mastrolindo è pelato?