a dispetto delle battute, non sono vecchio
anche se comincio ad avere un età dove i giochini e la spensieratezza da diciottenne sono ormai un ricordo ma la piena maturità (quella da genitore con figlio che si pone i perchè della vita) sono ancora un pò tanto in là. E comunque basta rimanere pagliacci nell’animo prendendo tutto seriamente, sempre ridendone un pò, ed il gioco è fatto.
sono sempre stato un tipo pignolo, rompicoglioni dicono,
ne ho sempre preso atto e dove potevo ho migliorato ma dove proprio non ci arrivavo erano gli altri a sopportarmi. ho comunque sempre apprezzato e ricercato la compagnia tutta, le giornate tutti insieme, la condivisione di un momento di spensieratezza. ma le cose nel corso del tempo e degli eventi cambiano ed inevitabilmente alla quantità del sempre insieme si sostituisce lentamente la qualità del tempo insieme.
se un tempo era sempre (o il più possibile)
oggi è qualche volta, ma che sia piena, piacevole, un momento cercato, voluto, gustato nella sua totalità. un mio amico, di cui non farò il nome ma lui capirà che sto parlando proprio di lui, mi spiegava questo concetto già diversi anni fa ed io non capivo e mi incazzavo tantissimo perchè non vedevo in lui la stessa foga, la stessa bramosia di sfruttare ogni minuto che ci davamo per fare gruppo. può essere che io fossi esagerato in un verso e lui nell’altro… la verità è sempre in mezzo. però oggi comprendo quel che mi voleva dire, capisco quale era il suo modo di vedere la questione.
io ci arrivo adesso.
è cambiato qualcosa nella mia vita (qualcosa di grosso), ho cambiato io qualcosa (di grosso), in futuro si presume che qualcosa d’altro (di molto, molto grosso) cambierà. col tempo il vino diventa aceto: lo si usa in quantità molto molto inferiore ma per dare quel tocco in più ai piatti. ma a molti l’aceto non piace. ebbene, problemi loro. francamente non ho tempo da perdere in discussioni futili, in problematiche mentali, in ragionamenti completamente alienati. non spendo energie dove non ve n’è bisogno. ci mettiamo una bella ICS sopra e andiamo avanti. ciao ciao e tante belle cose.
non voglio essere ripetitivo, lo sarò sicuramente,
ma non mi stancherò mai di dire che il surf insegna proprio questo: non vale la pena prendere tutte le onde. tralascia quelle che non meritano la tua considerazione. scegline una, quella che ti sembra adatta a te. concentrati. dai il massimo. vivila. poi puoi anche cadere (si chiama imparare dagli errori) ma se non cadi, GODITELA! dopodichè ce ne sarà sempre un’altra che potrai andare a prendere…
e questo si può applicare più o meno a tutto nella vita.
