sogno di una cena di mezza estate

ci sono un francese, un tedesco, un inglese e un italiano che…

ah, ecco… allora ci sono:
un cinico impiegato con manie imprenditoriali,
un personaggio particolare con manie di pollice verde,
un impiegato assicurativo un pò pittima e un pò cravattaro,
un robusto e maldestro ingegnere navale,
una cameriera ingegnere civile con brevetto da bombarola,
il sosia con i capelli corti di un sindacalista,
una dottoressa allergologa da oggi specializzata in clisteri,
una piccola ma per nulla intimidita geologa,
un grosso e barbuto cugino di satana,
l’amica tranquilla e pseudo ricattatrice del grosso cugino di satana,
un tecnico per apparecchiature dentistiche,
un’assistente di studio dentistico nonchè ottima cognata.

poi ci sono anche:
un cane bassotto, due canarini giapponesi, cinque tartarughe piccole, una tartaruga grossa,
due coccodrilli ed un orango tango, due piccoli serpenti, un’aquila reale,
un gatto un topo, un elefante, solo non si vedono i due leocorni.

e tu che pensavi di fare una serata tranquilla.
il cugino di satana con la maglietta dei blind guardian era il più calmo.
interessante vedere la dottoressa che barcollava per casa.
difficile tenere buono l’un pò maldestro l’ingegnere navale, come sempre.
strano conoscere il sindacalista che pensavi avesse capelli lunghi e occhiali.
bello discutere il prezzo del suo non-ricatto con l’amica del cugino di satana.
il giorno dopo ci sono voluti 8 sacchi neri della spazzatura per mettere a posto.
grazie di cuore curzo, per tutto l’aiuto ‘post-atomico’ che mi hai dato.

è stata una serata intensa.

dice di chiamarsi Goldie

—————————
the night is hot as hell.
it’s a lousy room in a lousy part of a lousy town.
I’m staring at a goddess.
she’s telling me she wants me.
I’m not gonna waste one more second wondering how I’ve gotten so lucky.
she smells like angels ought to smell.
the perfect woman. the goddess. Goldie.
she says her name is Goldie

—————————

notte torrida da inferno.
una lurida stanza, in un lurido angolo di una lurida città.
poso gli occhi su una dea.
dice che mi vuole.
non sprecherò un secondo di più a chiedermi da quanto è che sono così fortunato.
profuma, come profumano gli angeli.
la donna perfetta. la dea. Goldie.
dice di chiamarsi Goldie.

tre ore dopo mi sento la testa di svariate taglie più grossa.
una morsa gelida alla bocca dello stomaco e capisco che Goldie è morta. non un segno addosso.
bisognerebbe tastarle il polso o notare che quei seni perfetti non si muovono come dovrebbero, come se respirasse.
è stata uccisa ed io ero qui quando è successo. accanto a lei.
ubriaco fradicio come lei. dannazione Goldie.
chi eri, a parte un angelo misericordioso che ha donato a un perdente come me la notte della sua vita e non certo per la sua bella faccia? allora perché quello squallido locale? perché quella gentilezza, Goldie?
sbirri. la dice lunga il fatto che arrivino quando nessuno oltre a me e l’assassino può sapere dell’omicidio.
non c’è motivo di agire in silenzio.

non c’è motivo di agire se non a modo mio.

i’ll face with a grin

jessica rabbit diceva: io non sono cattiva, è che mi disegnano così

ecco:
anche se io in quel vestito rosso non ci starei un granchè bene,
e nemmeno con quei capelli fluenti, per non parlare delle tette,
e anche se mi depilo non posso competere sullo stacco di gamba,
la verità è che neanche io sono cattivo, ma mi ci fate diventare.
sembra lo facciate apposta a farmi incazzare.

_ se ti chiedo di prendere prenotazioni senza le colazioni,
perchè devi prendere prenotazioni dicendo esplicitamente che ci sono le colazioni?
poi arrivano gli ospiti e io ti faccio fare una gran bella figura di merda. apposta.
_ se mi chiedi di essere in squadra in un torneo di calcetto estivo
e io vengo a tutte le partite facendomi 60km ogni volta,
perchè non mi fai giocare neanche cinque minuti la finale, che poi abbiamo vinto?
non mi frega un cazzo delle tue scuse oggi, cinque minuti me li meritavo,
la prossima volta vengo solo a fare il tifo. forse, se ho tempo, se mi va. arrangiati.
_ che poi sei anche stupido perchè oggi hai bisogno di un passaggio in auto.
e io vengo in moto, tu ti arrangi, chiama uno della squadra se vuoi. pirla.
_ se io ti dico che non voglio che dal magazzino si porti via nulla senza che io lo sappia,
perchè porti via la roba, che poi la sistemi anche giusta, ma senza dire nulla?
allora quando ci sarà da sistemare le giacenze, ci pensate voi a fare l’inventario. geniacci.
_ se dici che assolutamente non hai intenzione di tenere il cane mentre siamo in ferie,
perchè poi mi guardi con occhi tristi dicendo che, poverina, chissà come starà male!?!
io ti rispondo che soffre per colpa di tutti, mia, sua, e anche tua. ipocrita.
_ se per vie traverse mi insulti perchè ho preso uno sgabello che nessuno usa da mesi,
perchè non me lo vieni a dire in faccia che la cosa non ti sta bene, compagno?
che visto che sei anche un rosso delegato sindacale di ‘sta cippa di minchia,
ti rispondo di preoccuparti prima degli stipendi che arrivano in ritardo. comunista.
_ e, se mi sforzo, ne avrei ancora un mare di cose da scrivere, ma tante, ma tante,
ma tante e sui più svariati argomenti e più o meno per chiunque. ma mi fermo qui.

accendo la radio per distrarmi con la musica,
ed è proprio vero che “la tua musica non ti tradisce mai”:
the show must go on,
inside my heart is breaking, my make-up may be flaking
but my smile still stays on
my soul is painted like the wings of butterflies,
fairytales of yesterday will grow but never die…
i’ll face it with a grin, i’m never giving in,
on with the show…

i miei sono partiti per le ferie, e questa è già di per se una buonissima notizia.
casa libera per due settimane, a parte un coinquilino cercato e voluto,
perchè anche lui aveva bisogno di staccare un pò, secondo me.
ora ho tutto il tempo e l’aria per farmi una ridda di cazzi miei, organizzare cene devastanti,
gestire e lavorare, perchè mi piace darmi da fare, ma come stracazzo voglio io.
per poi andarmene via volando per tre settimane a telefono quasi spento,
tra spiaggie, oceano, onde, surf, amici sconosciuti e non, mohjitos.
tanti cari saluti. ma anche no. scrivimi.
i’ll face it with a grin, i’m never giving in, on with the show
vi affronto con un ghigno, vediamo chi mi strappa davvero un sorriso.
e avanti con lo spettacolo, in the pantomime

io non sono cattivo, ma adesso mi hanno disegnato proprio con le balle girate.

io che mi so muovere a milano

situazione di emergenza in azienda. l’ennesima.

ma tra le tante situazioni di emergenza reale, questa mi sa che è veramente urgente. se non è questione di vita o di morte, poco ci manca. ok, annulliamo gli impegni presi e dedichiamoci a questa, perchè ‘ci sono da portare dei documenti urgentissimi a milano‘.

fino a qui, restiamo nella norma. intuisco la fregatura.
dove, di preciso?
corso magenta. centro. pieno. pieno centro.
zona ecopass, traffico limitato, centro storico, acthung mine.
zona ‘tu qui non ci arrivi, e farò di tutto per non farti arrivare’
puoi immaginarti con un furgone. grasse risate.

eseguo la solita procedura, con lo sconforto nel cuore.
chiamo il ‘mio’ ‘autista’, quello che va dove lo mando, quasi sempre.
devi andare a milano…‘ e gli mostro la zona.
ma io lì come ci arrivo?‘ eh… parcheggi fuori e prendi la metro.
ora, il tipo ha già una certa età, non è poi così stupido,
però insomma, stavolta la mission è davvero impossible anche per lui.
se entra in metro ne esce fra otto giorni. se ne esce.
e arrivare anche solo alle porte di milano, e poi?
ho un terribile presentimento…

ne frattempo, lo mando a prendere i documenti da consegnare.
almeno quello riesce a farlo. squilla il mio telefono: ecco, ci siamo.
roberto? senti, tu a milano centro ti sai muovere bene, giusto?
certo, capo.‘ i’m the winner.

maledetti amatissimi amici che da genova emigrate a milano.

certo, sì, abbastanza bene se è per quello…
ecco, pensavo…
non pensi e non serve dica altro: vado io?
bravo, grazie.‘ ma si immagini, cosa vuole che sia per me
che mi so muovere a milano. mi metto pure la camicia,

così sembra che siamo un’azienda seria.

mì so’ mìa, Lina…

la vera responsabile della nostra splendida amicizia non c’è più.

mi spiace,
mi spiace davvero tanto Amico mio, questa è la vita, che lo si voglia o no.
e ti sono vicino, non fisicamente, ma con il pensiero.
questo lo sai.
è davvero lei una delle maggiori responsabili della nostra amicizia.
e gliene sarò sempre grato, e stavolta battute non ne faccio.

Lina era una persona splendida.
di lei mi ricordo due episodi, legati a periodi particolari e lontani tra loro: con noi poco più che bambini a lavagna nelle nostre solite estati giocose e più recentemente da adulti, solo anagraficamente parlando, in una ‘normale’ giornata di ‘normali’ commissioni.

da piccoli, quando dopo una giornata io e te a staccar patelle sott’acqua dagli scogli, siamo andati da Lina a chiedere se ce le poteva cucinare. mi è sempre piaciuto poco il pesce, ma quel secchiello era una specie di trofeo e avrei mangiato volentieri ciò che avevo ‘cacciato’. quando lei disse che non sapeva proprio in che modo andassero cucinate, che non sapeva neanche se si potevano cucinare, mi ricordo della discussione, mi ricordo che ci rimasi un pò male vedendo buttare via quel secchiello di fatica…

e soprattutto,
in tempi molto più recenti, come potrò mai togliermi dalla testa quel pomeriggio ai mercati a genova, con te e lei, a fare la spesa. una carrellata di roba, ma tanta, perchè conviene, perchè può sempre servire. e perchè ogni tanto aveva le sue amiche a casa a mangiare. un reggimento di amiche, dalla quantità di roba. mi sono chiesto se facesse scorte in previsione dell’imminente carestia, di cui noi non sospettavamo nulla… non so ancora dire quanta e quale roba ci fosse: di tutto. e molto. fino ad arrivare a quel mostruoso, inarrivabile e inimmaginabile, chilo abbondante d’aglio. una corona intera.

Lina: -mi dia quell’aglio, per favore…-
commessa: -quanto ne vuole?-
Lina: -quello!-
commessa: -tutto?-
Lina: -tutto! può sempre servire…-
Andre: -oh Madonna…-
io: -ma Lina, hai i vampiri in casa?-
Lina: -ma no, ma perchè?-
io: -ma perchè vivi da sola, che te ne fai di tutto quell’aglio?-
commessa: -è un chilo abbondante…-
Lina: -va bene. mi fa un pò di sconto, vero?-
sguardo perplesso, mi giro verso Andre che ormai c’è abituato: -non dire niente…-
e Lina che rideva. come fai poi a non riderci anche tu?

mì so’ mìa, Lina…
quel poco che so, è che ci metterei la firma ad arrivare alla tua età, novanta-e-passa anni, con quello spirito e quella voglia di fare, sempre, senza fermarsi, e sempre col sorriso. voglio pensare che ci guarderai da lassù e riderai ancora, con noi, di noi, per noi, curiosa di conoscere ciò che Andre e Rugi, insieme alla combriccola di loro amici, stanno combinando… quando saremo sulla spiaggia di lavagna a dir cazzate, quando faremo le nostre scorribande motociclistiche anche in tuo onore, quando soprattutto faremo qualcosa che al resto del mondo sembrerà strano, bizzarro, folle, assurdo. come lo è stato quel maledetto chilo abbondante d’aglio.

ma come se tutto fosse una cosa assolutamente normale.

VirtuSaviola 2008/2009

calcio FIGC Mantova 3° CATEGORIA B – 2008/2009

Risultati:
1ª Giornata (21/09/08) > Serenissima – Virtusaviola: 7-0
2ª Giornata (28/09/08) > Virtusaviola – Boca Juniors: 0-8
3ª Giornata (05/10/08) > Dinamo Gonzaga – Virtusaviola: 6-0
4ª Giornata (12/10/08) > Virtusaviola – Fr. Gennari: 1-5
5ª Giornata (19/10/08) > Revere – Virtusaviola: 9-1
6ª Giornata (26/10/08) > Virtusaviola – Felonica: 1-9
7ª Giornata (02/11/08) > Sermide – Virtusaviola: 8-0
8ª Giornata (09/11/08) > Virtusaviola – Hostilia: 1-8
9ª Giornata (16/11/08) > Segnate – Virtusaviola: 3-0
10ª Giornata (23/11/08) > Virtusaviola – Magnacavallo: 2-17
11ª Giornata (30/11/08) > Virgilio – Virtusaviola: 9-1

12ª Giornata (07/12/08) > Pievese – Virtusaviola: 3-0
13ª Giornata (14/12/08) > Virtusaviola – Ponte Travetti: 1-6
14ª Giornata (25/01/09) > Virtusaviola – Serenissima: 1-3
15ª Giornata (01/02/09) > Boca Juniors – Virtusaviola: 5-0
16ª Giornata (08/02/09) > Virtusaviola – Dinamo Gonzaga: 1-4
17ª Giornata (15/02/09) > Fr. Gennari – Virtusaviola: 6-1
18ª Giornata (22/02/09) > Virtusaviola – Revere: 0-3
19ª Giornata (01/03/09) > Felonica – Virtusaviola: 16-0
20ª Giornata (08/03/09) > Virtusaviola – Sermide: 0-8
21ª Giornata (15/03/09) > Hostilia – Virtusaviola: 2-0
22ª Giornata (22/03/09) > Virtusaviola – Segnate: 0-7
23ª Giornata (29/03/09) > Magnacavallo – Virtusaviola: 5-0
24ª Giornata (05/04/09) > Virtusaviola – Virgilio: 1-12
25ª Giornata (19/04/09) > Virtusaviola – Pievese: 0-7
26ª Giornata (26/04/09) > Ponte Travetti – Virtusaviola: 12-0

Classifica:
Ponte Travetti 63, Sermide 57, Segnate 43, Magnacavallo 42, Hostilia 42, Pievese 41, Felonica 39, Virgilio 38, Revere 38, Dinamo Gonzaga 32, Boca Juniors 31, Fr. Gennari 23, Serenissima 16, Virtusaviola 0.

gol fatti 12, gol subiti 188.

di guerra, di peste e di lanzichenecchi

il manifesto del futurismo glorificava la guerra come unica igiene del mondo.

faceva un pò pulizia di persone e cose. soprattutto persone.
e un tempo c’erano pure la peste e i lanzichenecchi che davano una mano.
ci risiamo con la mia misantropia ufficiale.

dunque,
ciascuno fa un pò il cazzo che gli pare, su questo potrei anche essere d’accordo.
una volta un mio conoscente testa di minchia disse ‘nel rispetto delle nostre diversità‘.
e mi sta ancora faticosamente bene.
però ci sono davvero atteggiamenti che non dimostrano neanche rispetto,
e allora uno invoca davvero l’avvento distruttore dei lanzichenecchi.

già lei (do del ‘lei’ per anzianità) mi sta sul cazzo perchè ha detto che guccini è assolutamente nullo e insignificante come cantautore. io non la penserò politicamente come lui, ma le sue canzoni mi piacciono e direi che se è arrivato dove è arrivato, qualcosa di buono l’avrà fatto. e poi se si va a leggere i suoi testi, diciamo che non è proprio il più sprovveduto degli autori. quindi già mi stava sulle palle così, tanto che avevo già contattato alcuni amici lanzichenecchi per chiedere la loro disponibilità per un lavoretto fatto bene.

ora siamo in pausa pranzo, in un normale giorno di lavoro.
fuori piove, cielo grigio, giornata grigia, di quelle proprio brutte dove non trovi nulla di bello, etereologicamente parlando. insomma, la giornata più plumbea da molti lustri a questa parte. andiamo in mensa, in quel mega stanzone con tavoli squallidi e tovaglie cerate a quadretti bianchi e rossi. non si mangia male per quello che si spende, però insomma, la nouvelle cousine è proprio un’altra cosa. e poi siamo tra colleghi, di solito ora si parla di documenti di trasporto, spedizioni, oppure puntate di r.i.s. o di grande fratello. qualche volta di auto nuove o giri in moto. un tempo si parlava di figa, solo di figa, nient’altro che di figa. erano altri bei tempi.

perchè lei (do del ‘lei’ per vecchiaia) deve pranzare con gli occhiali da sole?
per avere più carisma e sintomatico mistero‘, come canta battiato? ma la faccia finita. fuori piove, non ha neanche la scusa del sole in faccia. diciamo che l’occhiale scuro lo posso tollerare in un pic-nic oppure, con mio grosso sforzo e impegno, solo per una colazione o un pranzo seduti ad un tavolo all’aperto, ma devo volerle molto molto bene. e non è assolutamente questo il nostro caso. se la deve tirare? de manco, che la se slànega…, come dice mia cognata. non è meglio che lei (do del ‘lei’ per abitudine) pensi al suo breve domani, tipo una bella pensione in qualche caldo paese tropicale? così ha il sole tutto l’anno, si mette i suoi cazzo di occhiali scuri quando vuole, nessuno la conosce e soprattutto sparisce dalla mia vista e non dobbiamo scomodare nè la guerra, nè la peste, nè tantomeno i miei rozzi amici lanzichenecchi. nel rispetto delle nostre diversità, lei (do del ‘lei’ ma non so perchè) è un pò ridicola.

dimenticavo: non scelga il costarica, là forse potrebbe malcapitare nel mio bar.

trenta trenta trenta

non c’è niente da fare, è stato un gran weekend.

giorni in terra ligure come non succedeva da un bel pò.
lì mi sento a casa, anzi, meglio che a casa. davvero.
stavolta di più perchè ‘ospitavo’ altra gente scesa apposta
per i miei (e vostri) 30anni.
e mi sentivo in pieno la responsabilità di ‘buon padrone di casa’.
non ho proposto grandi cose, molto relax e un pò di buon cibo,
che così andavo sul sicuro. spero di non avervi deluso o annoiato.

ho aspettato qualche mese per festeggiare i 30anni.
ho aspettato voi due, perchè siamo dannatamente cresciuti insieme
e un traguardo del genere andava assolutamente festeggiato insieme.
ne è valsa la pena. e i regali sono maledettamente seri…
perdonateci, non ci siamo troppo abituati.

scherzi a parte, io e miei due fratellini escusa
siamo a dire che la festa ci ha reso veramente felici
ed è con un pò di emozione che ringraziamo di cuore tutti i presenti,
per il calore e l’affetto generoso con coi l’hanno vissuta insieme a noi.

di meglio non avremmo saputo immaginare.

loolapaloosa

questo post è dedicato a te, cara cameriera del loolapaloosa.

veramente senza malizia e senza doppi sensi, forse senza scherzi e/o battute pesanti.
te lo dedico perchè credo che lo meriti sul serio,
perchè non sei la persona superficiale che credevo fossi all’inizio della nostra amicizia.
perchè sei comunque concreta, anche se ogni tanto ti perdi in un bicchier d’acqua
o nel più classico e stronzo dei messaggi. non ragionarci troppo, se no non ce ne salti più fuori.
ricordati che il ventiquattro non è poi così lontano.

te lo meriti perchè so che ti stai facendo un culo così per arrivare ad avere casa tua
e perchè io sono invidioso del soppalco dove avrai il letto.
per il tuo compleanno ti regalo un palo, ma non per dartelo forte sulla schiena,
bensì per svegliarti alla mattina e scendere come un pompiere.
o magari per scendere con un pompiere.
o al massimo, per allenarti a fare un pò di lapdance, sempre che il palo regga a tutto ciò.

ti scrivo nel malaugurato caso che chi ti sta vicino ora non ti incoraggi abbastanza,
sopporta ancora per un pò, dopodichè ognun per se e dio per tutti.
e ti ringrazio di avermi dato il tuo parere e il tuo supporto quando io avevo bisogno di essere incoraggiato.
un giorno o l’altro mi sa che dovrò offrirti una cena: a casa tua, cucino io, son cazzi tuoi.

ti dedico questo post infine perchè sono uno sporco ruffiano
e spero che un giorno o l’altro tu mi possa offrire un mare di mohjito e di gin tonic al loolapaloosa.
potrei anche decidere di lasciarti guidare la mia macchina per riportarmi a casa,
in caso di mia manifesta e conclamata sbornia.

sul serio, sei una vera amica. detto veramente senza malizia e senza doppi sensi.

abbiamo chiuso il doolin

venerdì pomeriggio tardo.

finito il lavoro, devo passare a consegnare dei documenti a casa di maki. di fronte a casa sua c’è un bar, quasi quasi lo faccio scendere e ci fermiamo a prendere l’aperitivo. scopro che quel bar organizza spesso feste a tema: stasera blues brothers. caspita, quasi quasi… comunque aperitivo: due bicchieri di prosecco, a stomaco vuoto. torno a casa che già sto messo bene. chiama mio fratello, sta arrivando, lui ha un impegno, io esco a cena con la sua fidanzata. dico che sono già avanti di due bicchieri, lui riferisce che io sono già cotto. lei si arrabbia, dice che non l’ho aspettata. sarà una serata interessante.

la nostra cena e il suo impegno scorrono lisci, tra cibi veramente buoni, mezze di rosato e bicchieri di ammazzacaffè ribaltati involontariamente sul tavolo. sambuca e jegermeister. addio. propongo l’ammazza-ammazzacaffè, cioè lo splendido mohjito del caffè degli artisti, ma è chiuso. il locale, non il mohjito. ripieghiamo sul doolin. lei ritenta con la sambuca, io rilancio con uno scotch&scotch con ghiaccio. arriva mio fratello, e anche lui stasera ha fatto la sua parte. chiudiamo la serata con due martini lemon per loro, io pulisco il tutto con una birra chiara.

a proposito: lancio a loro una mia idea folle… una sensazione. lei potrebbe essere la donna giusta per lui. mi danno del matto e mi mandano inizialmente a quel paese, giustamente. io, sorretto più dall’alcool che dallo sgabello su cui sono seduto, non demordo e spiego le mie motivazioni, i miei ‘punti in comune’. ce ne sono. in effetti, mi danno ragione. e mi da ragione anche quel messaggio di sabato… vedi che non sto farneticando a caso?? lei potrebbe essere la donna giusta per lui. si tratta solo di crederci. ma non posso farlo io…

così dicendo, ormai al doolin ci sono già gli sgabelli sui tavoli. guardiamo in giro, non c’è più nessuno. sono soddisfazioni ‘chiudere’ un locale, mio fratello ancora ripensa al mio folle piano. pare convinto che non sia proprio utopia pura. e ha la soluzione per quel guizzo che servirebbe.

‘…sai che famo? ‘a famo ‘mbriagà! …ma proprio tanto!’

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